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"La
creativita' in azione": cosi' recitava un richiamo pubblicitario
esposto in occasione dell' ultimo Smau per riassumere le potenzialita'
di 3D Studio, il programma di Autodesk dedicato all' animazione
ed alla modellazione tridimensionale. Un software che consente
di creare forme tridimensionali (cioe' vere!), costituite da
materiali fotorealistici (cioe' veri!) che possono essere animate
per generare qualsiasi tipo di filmato.
Con una tale versatilita'
era facile vederlo impiegato nei piu' disparati settori: dal
campo architettonico alla simulazione medicale o meccanica,
dagli studi di impatto ambientale alla pubblicita'. Per chiunque,
partendo da una forma bidimensionale, cioe' disegnata come se
si agisse su un foglio di carta, diventa relativamente agevole
renderla solida, cioe' dotata di spessore.
A questo punto si
definisce di quale materiale l' oggetto debba essere ricoperto,
potendone variare il grado di lucentezza o di rugosita': oltre
ai "prevedibili" legni o marmi si possono ricreare
anche fuochi, vapori e superfici ricoperte d' acqua. In questi
ultimi casi il materiale si muove, proprio come accade in natura
con fiamme o cascate. Va poi deciso quale sorgente luminosa
sia destinata a rendere visibile la nostra scena: si spazia
dalla luce solare fino al faro seguipersona usato nei teatri.
La scena viene poi visualizzata dal punto di vista di una telecamera
virtuale. In ultimo, dopo aver assegnato i vari movimenti agli
oggetti ed alla telecamera, 3D Studio inizia a generare una
serie di fotogrammi che, visualizzati in sequenza, costituiranno
il filmato.
La semplicita' d' uso e' solo apparente: per ottenere
risultati convincenti occorre conoscere a fondo il software,
come del resto accade con ogni tipo di programma: nel caso di
3D Studio va detto che con la pratica si scoprono trucchi ed
alchimie per ottenere immagini capaci di confondere un attento
osservatore, tanto da non poter piu' distinguere il reale dal
sintetico. Come era facilmente prevedibile, 3D Studio ha in
Italia trovato vasto impiego nella visualizzazione sia progettuale
che pubblicitaria, ma non era stato ancora utilizzato nella
ricostruzione di sinistri.
Due settimane fa una simulazione,
visualizzata su videocassetta grazie a 3D Studio, e' stata presentata
presso il Tribunale di Parma, come allegato ad una perizia tecnica
volta a ricostruire la dinamica di un incidente stradale, diventando
il primo caso in Italia, e probabilmente anche in Europa, in
cui la simulazione tridimensionale viene impiegata in un' aula
di giustizia.
L ricostruzione virtuale puo' dunque costituire
un efficace strumento di supporto alle tesi ed alle conclusioni
esposte nella perizia tecnica, soprattutto quando queste, come
nel caso di Parma, tendono a dimostrare tesi diametralmente
opposte a quelle risultanti dai rilievi effettuati subito dopo
l' incidente.
La videocassetta mostrava infatti come un' autovettura, a causa
dell' eccessiva velocita', invadeva la carreggiata opposta,
provocando lo scontro frontale.
E' stato interessante notare
come i dati certi, quali i rilievi sull' asfalto o le fotografie
delle carcasse delle autovetture, portassero a reputare come
veritiera la successione temporale degli eventi mostrata nella
ricostruzione. Quanto alla resa visiva della simulazione, e'
facile farsi un' idea guardando le immagini riprodotte in questa
pagina.
La visione del nastro consente poi di rivivere la dinamica
del sinistro come se si fosse li', presenti. Grazie all' integrazione
con Autocad (uno dei pacchetti di disegno tecnico piu' conosciuti),
sono state riprodotte con assoluta fedelta' le case, la sede
stradale con la sua segnaletica e l' inserimento della scena
nell' ambiente circostante.
L' editor di materiali presente
in 3D Studio fa si' che la vernice metallizzata delle vetture
prenda quei riflessi giallastri quando queste passano sotto
i lampioni stradali, mentre una leggera nebbia ricorda che siamo
nella Pianura Padana. Con un' operazione di morphing (quel procedimento
che trasforma un oggetto in un altro) le vetture si deformano
in seguito all' impatto assumendo proprio le sembianze mostrate
nelle fotografie scattate dai Carabinieri nei loro rilievi.
La simulazione pone anche in evidenza la dinamica dei fari,
abbaglianti su una vettura ed anabbaglianti sull' altra, facendo
notare come un cono di luce abbia illuminato una casa ai margini
della strada (circostanza questa confermata da un testimone).
Utilizzando un processo esterno a 3D Studio, detto Ipas (accessori
per 3D Studio che ne incrementano le possibilita', fornendogli
nuove funzioni), e' stato possibile simulare l' esatta velocita'
e relativa accelerazione delle automobili, prendendo come dato
certo i rilievi e le perizie tecniche: posto che il segnale
televisivo e' composto da 25 fotogrammi al secondo, e' stato
detto a 3D Studio di muovere una vettura per un determinato
numero di metri in fotogrammi corrispondenti all' intervallo
temporale voluto. Con l' ausilio di una macchina fotografica
e di una telecamera e' stato poi ricostruito tutto l' ambiente
in cui il sinistro si e' svolto: e' stato simulato, con assoluto
realismo, perfino l' intonaco scrostato di una casa ...
Grazie
a 3D Studio sono state fatte rivivere a giudici ed avvocati
le drammatiche sensazioni di quella notte. Sia chiaro, una simulazione
non potra' essere un mezzo di prova a tutti gli effetti, ma
che questa sia destinata a diventare uno strumento di sicuro
effetto nelle mani di avvocati e periti e' fuori di dubbio.
E' essenziale pero' che il modello tridimensionale rispetti
le misure e le proporzioni del mondo reale, mentre la dinamica
della scena deve essere assoggettata a precise leggi fisiche
davanti alle quali non si puo' barare.
L' esempio di Parma ci
ha dimostrato che questo e' possibile, a patto di avere a disposizione
un certo tipo di apparecchiatura. Eh si', per usare 3D Studio
in modo produttivo non basta un normale PC, per intenderci del
tipo impiegato per le normali esigenze in ufficio. Serve tanta,
ma proprio tanta Ram (si puo' iniziare con 16 mb ...), Hard
Disk capaci e veloci (500 mb sono appena sufficienti, se si
pensa che una buona immagine in formato televisivo occupa circa
1 mb) ed una veloce scheda grafica. Se poi si desidera riversare
tutta la sequenza prodotta su un videoregistratore, l' impegno
diventa ancora piu' gravoso.
Al proposito esistono due metodi,
uno in tempo reale e l' altro a "passo uno". Il primo,
quello a tempo reale, e' stato seguito dai nostri amici per
la simulazione dell' incidente. Grazie alla scheda Truevision
Targa 2000 i fotogrammi generati da 3D Studio vengono letti
e trasferiti dall' Hard Disk su un videoregistratore, alla risoluzione
di 768 x 576 pixel in formato Pal (lo standard televisivo) con
il segnale del Super Vhs. Questa scheda non si limita infatti
a visualizzare sul monitor del PC il segnale del computer, come
tutte le Vga, ma e' in grado di leggere ben 25 immagini in un
secondo convertendole in formato televisivo: e' insomma un computer
dentro al computer che si occupa di restituire su videocassetta
il movimento generato da 3D Studio. Il metodo a "passo
uno" consente invece di uscire da computer con il segnale
"component" (cioe' rosso, verde, blu e sincronismi)
mediante un procedimento del tutto singolare: 3D Studio genera
un fotogramma, dopo di che lo invia al videoregistratore, il
quale, in quel preciso momento, attiva il processo di registrazione,
per poi mettersi in pausa un instante dopo; 3D Studio allora
genera il secondo fotogramma e lo invia al videoregistratore,
il quale compie la medesima operazione di registrazione: questo
per tutti i fotogrammi dell' animazione (ricordate sempre che
in un secondo ci sono 25 fotogrammi ...).
E' evidente che per
un risultato di questo tipo occorrono schede e registratori
di standard broadcast (cioe' televisivo-professionale). Solo
la scoperta e lo sviluppo di sistemi di compressione dell' immagine,
quali quelli utilizzati dalla Targa 2000, consentiranno un piu'
agevole trasferimento dell' animazione su nastro e quindi una
piu' larga diffusione della modellazione tridimensionale.
UNA
RICOSTRUZIONE ELETTRONICA DELL' INCIDENTE
Dopo la multimedialita' vista nelle aule di Mani Pulite, anche
l' uso della simulazione grafica computerizzata ha varcato le
soglie di un Tribunale. Lo scorso 12 dicembre, infatti, presso
la Pretura di Parma, nel Procedimento Penale N. 86/93, Giudice
Dott. Gerardo La Guardia, pendente contro Zammarchi Pietro,
imputato di omicidio colposo in danno di Belli Marco, e' stata
presentata la ricostruzione virtuale di un incidente stradale.
Il 10 gennaio 1993, alle ore 02.30 circa, nelle vicinanze di
Parma, presso la localita' Bogolese, una Mercedes 190 ed una
Y10 si scontrarono frontalmente, causando la morte del guidatore
di quest' ultima e il ferimento di altri 3 passeggeri. D' accordo
col Difensore delle Parti Civili, Avv. G. Ludovico Isi, Giancarlo
Forte, il consulente tecnico di parte Civile, e Giuseppe Galliano,
esperto in simulazione grafica computerizzata, hanno infatti
realizzato la visualizzazione sintetica del sinistro, quale
allegato alla perizia tecnica di Parte Civile. La videocassetta
proiettata in aula mostrava come la Mercedes, per l' eccessiva
velocita', avesse invaso la carreggiata opposta fino a scontrarsi
con la Y10 che sopraggiungeva in senso contrario.
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