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Prima
di tutto voglio ringraziare A.n.e.e. e il Dr. Roberto Liscia
per aver ritenuto che la mia esperienza professionale potesse
risultare interessante per questo convegno che, da anni, seguo
come assiduo spettatore.
Ho iniziato ad occuparmi di informatica applicata alla comunicazione
come animatore in 3D. Negli anni 1994 e 1995 il distributore
nazionale Micrograph mi ha offerto l’opportunità
di essere dimostratore del software Autodesk 3D Studio in importanti
manifestazioni, quali SMAU e IBTS. La visibilità acquisita
in tale ruolo mi ha successivamente consentito di realizzare
per la prima volta in Italia una ricostruzione in 3D utilizzata
in un’aula di tribunale, ottenendo un buon riscontro sulla
stampa specializzata e non.
Ho iniziato allora ad occuparmi di progetti più articolati,
ritrovandomi ad essere un autore multimediale free-lance cui
si rivolgevano realtà aziendali o editoriali per la realizzazione,
in toto o in parte, di supporti interattivi in cui il 3D era
sempre presente. Parallelamente ho cominciato ad occuparmi di
congressi medici, realizzando supporti audiovisivi per il mondo
farmaceutico: dalla ricostruzione 3D di un intervento chirurgico
alla gestione di un progetto on line o off line il passo è
stato breve. Mi sono subito reso conto che la maggior difficoltà
nella realizzazione di prodotti multimediali
è proprio
la gestione di media differenti: passavo più tempo tra
gli studi di produzione audio e video che davanti ai miei computer.
Un esempio per tutti è stata la produzione di circa 20
documentari su altrettante ricerche scientifiche per il progetto
CEE PROSOMA ESPRIT CD ROM SHOW CASE: in quell’occasione,
per la flessibilità del ciclo produttivo imposta dalla
produzione, i maggiori ostacoli arrivarono proprio dalla gestione
delle sessioni di registrazione degli speaker.
Decisi allora di costruire il mio studio di produzione, la bottega
artigianale multimediale: se la tecnologia digitale oggi ci
consente di gestire con estrema facilità segnali acustici
e visivi rispetto a quanto si faceva in passato, con il sistema
analogico, l’obiettivo era evidentemente quello di riuscire
a produrre
CD-ROM, servizi WEB, video, carta, mantenendo il ciclo produttivo,
cioè il trattamento dei media destinati ai diversi supporti,
interno allo studio e soprattutto consegnando al cliente il
prodotto finito, pronto per la duplicazione, l’emissione,
la stampa tipografica, la messa on-line.
Con il supporto di Dps Italia, Obiuan e Kinetix ho allestito
un sistema di hardware e software che consente a me e ai miei
collaboratori di montare ed editare filmati e audio con un livello
definito broadcast e da cui è agevole scendere a seconda
della piattaforma scelta per la produzione finale: sempre più
spesso il medesimo contenuto viene registrato su supporti differenti,
come un nastro Beta e un filmato in MPEG, produrre modelli e
animazioni 3D, fare del fotoritocco e della grafica vettoriale,
sviluppare il software di gestione di oggetti interattivi, on
line ed off line
Si tratta, evidentemente, di processi noti, realizzati con software
e hardware destinati ad un utilizzo professionale, ma comunque
assai diffusi. Mi sono invece prefisso di raggiungere la contemporanea
disponibilità di questi processi, i quali devono poter
interagire e dialogare reciprocamente.
In pratica posso elaborare i contenuti all’interno della
stessa rete, così da poterli trattare e gestire con la
massima flessibilità: non ho fatto altro che collegare
tra loro una serie di computer in cui immagazzinare e elaborare
suoni, voci immagini e filmati.

Ovviamente il 3D ha sempre una funzione determinante; ho realizzato
due CD ROM divulgativi sullo Snowboard e sulla Mountainbike:
per la parte didattica è stato più semplice realizzare
animazioni tridimensionali piuttosto che produrre filmati reali.
L’essere una piccola struttura, sia come organico che
come spazi fisici, ha permesso di ottenere un ciclo produttivo
in grado di sopportare le inevitabili modifiche in corso d’opera
senza far lievitare eccessivamente i costi.
Da un punto di vista produttivo presento ora due case hystories
che ben illustrano le potenzialità e soprattutto la flessibilità
dello studio:
Il CD ROM Ventimila Leghe Sotto i mari: un’adventure in
3d, che può mostrare anche come uno studio di produzione
multimediale possa realizzare prodotti per le aziende
La ricostruzione in 3d del campo visivo di un imputato di omicidio:
la produzione che mi ha portato una notevole visibilità
sui media nell’ultimo anno
Ventimila Leghe Sotto i mari: mi è stato commissionato
un CD ROM che fosse la trasposizione interattiva del romanzo
di Giulio Verne, con le caratteristiche di un’adventure
dalla semplice soluzione e che contenesse una serie di documentari
correlati alla narrazione.
Dopo aver letto il romanzo, capitolo per capitolo ho tratteggiato
la sceneggiatura di massima e i dialoghi, definendo, scena per
scena, quali dovessero essere gli enigmi o gli ostacoli che
il giocatore avrebbe dovuto superare. Il lavoro di questa fase
è stato poi ovviamente riutilizzato per lo sviluppo del
software.
Quindi ho proceduto alla modellazione dei 18 ambienti in 3d,
sulla base delle indicazioni tratte dalla lettura del romanzo.
Per ogni ambiente è stata approntata una serie di viste
che sarebbero poi servite per la navigazione. In pratica ho
approfondito un concetto che mi affascina: la disposizione spaziale
degli argomenti, ovvero la disposizione dei contenuti di un
oggetto interattivo all’interno di ambienti virtuali,
al fine di facilitarne la fruibilità e soprattutto l’approccio
verso le informazioni anche da parte di chi non ha molta dimestichezza
col computer.
Di concerto con una disegnatrice sono stati preparati i personaggi,
pianificandone la realizzazione in modo che sono state sufficienti
solo poche tavole per l’intera vicenda. Si sono quindi
inseriti i vari personaggi all’interno delle scene sfruttando
evidentemente la disponibilità on-line dei modelli 3d,
che renderizzati, cioè calcolati, in dimensioni sovrabbondanti,
hanno consentito molteplici inquadrature della stessa scena.
2-3 speaker si sono alternati in cabina di registrazione per
dare la voce ad ogni personaggio e sovente, hanno realizzato
tracce parlate per altri lavori in produzione.
In ultimo, con un musicista, ho approntato, scena per scena
circa 50 motivi che ben si adattavano alle singole situazioni
e che, tra l’altro ci hanno liberato dai vincoli del diritto
d’autore. Durante tutta la produzione ho provveduto a
registrare i rumori di fondo da associare ai singoli eventi.
In un’unica sessione ho montato i 24 documentari il cui
testo era stato approntato dalla redazione e che lo speaker
aveva registrato durante le sedute. Si tratta di filmati didattici
sul mondo sottomarino, della durata ciascuno di circa 2’,
correlati all’evolversi della vicenda. Sono contributi
video che possono essere visualizzati in full screen, realizzati
sia con immagini reali che con inserti in grafica computerizzata.
E’ questo è uno dei cicli di produzione più
rodati negli ultimi tempi: da una banca di immagini di cui ho
acquistato i diritti vengono attinti i contributi reali, con
programmi di ritocco fotografico si realizzano i contributi
in grafica, qualche elemento in 3d viene realizzato al volo,
e il tutto viene poi montato in sequenza con un software di
editing video sulla base della traccia audio registrata ed editata
in un’unica sessione. Scelga il committente se ottenere
un filmato pronto per essere riversato su betacam o compresso
in Mpeg.....
Infine, parallelamente a queste fasi, chi si occupa della programmazione
può, con il procedere della produzione attingere dalla
rete il materiale da assemblare. In ultimo, insieme alla chiusura
del master, ho realizzato le pellicole per il packaging un promo
video un cd con le immagini destinate alla promozione stampa
Il vantaggio di poter disporre in rete di tutti gli elementi
che compongono la produzione (modelli 3d, immagini fisse, contributi
audio e video, testi) ha evidentemente reso più plasmabile
il ciclo produttivo, consentendo, ove ne sorgesse la necessità,
di variare e adattare la sceneggiatura in funzione delle varie
esigenze: in pratica, se scorgevamo un ostacolo che poteva rallentare,
ad esempio, lo sviluppo software o il lavoro della disegnatrice,
era semplice trovare una soluzione che consentisse di realizzare
la scena.
Ricostruzione del visus di un imputato di
omicidio: non
è questa la sede per esaminare gli aspetti giuridici
della vicenda, quello che interessa, invece è l’iter
produttivo.
Il 29 dicembre 1997 alle 17:03, nell’area antistante un
cimitero, viene uccisa nella propria automobile una donna. Il
maggior indiziato, che presenta gravi disturbi visivi, sostiene
di avere notato, da un punto ben identificato, il piede della
vittima sporgere dalla portiera semi aperta, di essersi avvicinato
e di aver rinvenuto il cadavere.
Vengo nominato consulente dal Pubblico Ministero, e mi si chiede
di ricostruire con sistema informatico lo stato, gli elementi,
le condizioni del luogo interessato dall’evento, al fine
di riprodurre, sotto la guida del prof. Fabio Dossi, oculista
di fama mondiale, il visus di un soggetto affetto da grave deficit.
Si è trattato di un’ esperienza sicuramente interessante,
mai tentata in precedenza.
In una prima fase, giovandomi del supporto della Polizia Scientifica,
ho effettuato i rilievi metrici dell’area, quindi una
serie di fotografie per raccogliere tutti gli elementi che mi
consentissero di ricostruire il modello tridimensionale del
luogo.
Sono state poi comparate le immagini reali con il risultato
della ricostruzione virtuale. Realizzati i modelli delle due
autovetture presenti sul luogo del delitto, ho inserito in quella
della vittima un manichino con le medesime misure antropometriche
del cadavere, posizionandolo secondo quanto risultava dalla
relazione della Polizia Scientifica.
La Polizia Scientifica aveva ripreso con una telecamera quanto
si poteva osservare dal punto indicato dall’imputato,
posizionando ovviamente la telecamera alla medesima altezza
del centro delle pupille dell’ indagato. Disponendo di
un modello tridimensionale assolutamente fedele, conoscendo
l’esatta posizione della telecamera usata, ho riprodotto
virtualmente la medesima scena. Ho sovrapposto allora la scena
reale con il risultato della ricostruzione in 3D, potendo così
constatare un’assoluta coincidenza tra il reale e il virtuale.
In una seconda fase ho simulato la luminosità ambientale:
procedendo parallelamente alle misurazioni fatte sul posto dalla
Polizia Scientifica e dal Prof. Fabio Dossi, ho comparato i
loro risultati con quanto ricostruito virtualmente.
Va detto che il software utilizzato, 3D Max di Kinetix, ha una
funzione che, conosciute latitudine, longitudine del luogo interessato,
data e ora dell’evento, posiziona la luce solare nel modello
3d. Verificata una sostanziale coincidenza in diverse occasioni
temporali, si è passati ad applicare all’ immagine
che rappresentava il campo visivo di un soggetto sano in quel
posto, a quell’ora, da quel punto, sotto la direzione
del prof. Dossi, le deformazioni visive dell’imputato;
queste erano state quantificate dallo stesso luminare dopo aver
sottoposto il detenuto ad una serie di ripetuti ed approfonditi
accertamenti clinici.
A questo punto il risultato delle elaborazioni è stato
montato su uno dei due sistemi di editing video non lineare
disponibili all’interno del mio studio, con la scheda
Perception Real Time; in Corte d’Assise, il giorno dell’udienza
la stessa workstation ha mostrato i filmati su 6 monitor identici
e tarati come quelli del mio studio, su cui il Prof. Dossi e
io avevamo lavorato.
Va detto che in udienza la DPS Italia aveva fornito ben due
macchine di scorta e che durante tutta la fase produttiva c’è
stato un grande impegno da parte di Kinetix Italia. Dopo il
processo, parte del materiale presentato in udienza è
servita per preparare · una serie di presentazioni multimediali
utilizzate dai magistrati in seminari specializzati ·
trasferita su un nastro televisivo in formato betacam per la
diffusione televisiva · convertita su un cd-rom per la
diffusione alla stampa, specializzata e non · opportunamente
compressa per la diffusione sul WEB.
Se qualcuno vuole approfondire parte dei temi che oggi ho introdotto,
può visitare il mio sito a www.giuseppegalliano.it o
inviarmi una e-mail a
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